Mediazione e Comodato

Come nasce e cosa significa il comodato?

Il comodato è un contratto essenzialmente gratuito, disciplinato dal codice civile (art.li 1803-1812), secondo cui una parte (comodante) consegna all’altra (comodataria) una cosa (mobile o immobile) affinché il comodatario si serva di quella cosa per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa al comodante appena scada il termine o appena il comodante ne abbia bisogno urgente (art. 1809).

La definizione fornita dall’art. 1803 del c.c. lascia intendere come il comodato si fondi su un rapporto di fiducia tra il comodante e il comodatario: infatti il comodante presta qualcosa al comodatario “in amicizia”, senza lo scopo di lucro tipico della logica economica dello scambio; e il comodatario si impegna a restituire quella cosa al comodante altrettanto “amichevolmente”, dopo averla usata per soddisfare le proprie necessità. Il contratto di comodato si basa sulla fiducia che il comodante ripone nella buona fede del comodatario, che deve custodire la cosa prestata e deve utilizzarla solo per lo scopo dichiarato (art. 1804 del codice civile).

Il senso amicale del rapporto di comodato risulta anche dall’art. 1807 del c.c., secondo cui il comodatario non risponde del deterioramento della cosa prestata, se la cosa si deteriora solo per effetto dell’uso concordato tra le parti.

Come nascono le liti per comodato?

Le definizioni del comodato (fornite dagli art.li 1803-1804 del codice civile) fanno pensare a rapporti di buon vicinato, di amicizia, di colleganza o comunque a rapporti abbastanza stretti; ma lasciano intendere anche come una lite possa derivare da due motivazioni sostanziali: il tradimento della fiducia e il malinteso.

Il malinteso è un problema tipico di ogni atto comunicativo perché chi riceve un messaggio tende a comprenderne solo una porzione limitata, ma crede di comprenderlo appieno; perciò lo sovraintende, sostituendo la parte incompresa con qualche idea preconcetta, che produce un malinteso, se la parte sovraintesa del messaggio differisce dalle intenzioni di chi lo ha espresso.

I malintesi fanno parte della comunicazione orale, ma anche della comunicazione scritta. Perciò si usa un metodo professionale per scrivere chiaramente i contratti e gli atti giuridici: perché un conflitto tra due parti (in un contratto di comodato) può esplodere facilmente, se le parti, col passare degli anni, rileggono vecchi contratti e li interpretano diversamente da come facevano in passato; magari perché le loro esigenze sono mutate e trovano conveniente dare un significato diverso alle parole che avevano usato prima. Non si tratta di cattiveria (come spesso crede chi litiga), ma della normale tendenza umana a massimizzare i risultati, soprattutto quando le persone affrontano situazioni stressanti o quando affrontano difficoltà economiche. Queste condizioni vengono interpretate come un tradimento.

Altre volte, invece, qualcuno tradisce inequivocabilmente la fiducia di un’altra persona: per esempio, il comodatario trattiene per sé la cosa che ha ricevuto in prestito o la presta a qualcun altro senza permesso; oppure, al contrario, il comodante chiede la cosa prestata prima della scadenza naturale del contratto o la riprende unilateralmente. In questi casi le emozioni contano perché possono determinare la scelta di tradire la parola data; come il tradimento, del resto, innesca emozioni di risentimento in chi sente di averlo subito.

La mediazione consente di gestire i conflitti in materia di comodato basati su questi problemi, non solo giuridici.

A cosa serve la mediazione dei conflitti per comodato?

La mediazione è un percorso di comunicazione guidata da un mediatore, che riattiva la volontà e la capacità delle parti di parlare dei loro interessi sostanziali e delle loro emozioni, abbandonando le posizioni di principio.

Le emozioni sono responsabili di molti conflitti, soprattutto di quelli basati sul tradimento della fiducia (ma anche sulla semplice percezione di un tradimento) e sui malintesi, come accade proprio nei rapporti di comodato. Perciò è importante riconoscere al mediatore la facoltà di affrontare argomenti che possono sembrare inconsistenti, rispetto alle posizioni giuridiche delle parti, ma che servono per dare un senso costruttivo alla conflittualità.

La mediazione si svolge seguendo alcune regole e strategie che facilitano la discussione tra le parti e che consentono alle persone di ideare proposte soddisfacenti, cioè proposte che possano essere accolte, anziché rifiutate “per principio”. Perciò è bene che le parti, prima di riunirsi in mediazione, preparino un’agenda degli argomenti da trattare, ma che si preparino anche ad esprimere le proprie emozioni, identificandole e commentandole secondo le indicazioni fornite dal mediatore.