Negoziazione Assistita Alternativa Alla Mediazione Civile

Le differenze tra negoziazione assistita e mediazione civile

Molti cittadini e imprese hanno imparato a conoscere negli ultimi anni la Mediazione stragiudiziale civile e commerciale.

La Negoziazione assistita è invece un istituto nuovo, introdotto dal D.L. 132/2014, che conferisce efficacia esecutiva alle transazioni negoziate tra gli avvocati delle parti.

La Negoziazione assistita ha le caratteristiche seguenti:

  1. Consente agli avvocati e alle parti di esplorare problemi di natura personale, oltreché giuridica, aprendo così un confronto ampio e ricco di risorse, ma anche potenzialmente esplosivo. Chi negozia deve perciò avere grande competenza comunicativa.
  2. Segue formalità che consentono di risparmiare tempo e denaro, ma che possono anche vanificare i risultati raggiunti col negoziato o creare problemi nuovi, ove trascurate.

Come funziona la Negoziazione assistita?

La Negoziazione assistita evolve l'istituto della transazione, che è un contratto, negoziato dagli avvocati delle parti, con cui due o più persone compongono una lite scambiandosi concessioni reciproche.

schema della transazione

Ciascun litigante parla con il proprio avvocato, che raccoglie le informazioni dal proprio cliente, analizza la sua posizione rispetto al diritto, e si confronta col collega per trovare un accordo che limiti i danni causati dal conflitto, tenendo separate le persone.
Questa separazione diminuisce il numero di risorse disponibili per risolvere la disputa perché le emozioni e le necessità dei litiganti vengono filtrate continuamente dai loro avvocati e la soluzione si riduce di solito a una trattativa sul prezzo, che può lasciare qualcuno insoddisfatto, quando non ha potuto "liberarsi del rospo in gola".
Ogni avvocato, in una transazione, deve, inoltre, tutelare gli interessi del proprio cliente e rischia perciò di ignorare "a priori" alcune possibilità nascoste dal gioco di ruolo tipico che inscenano le parti durante la lite.

La negoziazione assistita evolve il ruolo stragiudiziale degli avvocati, chiedendo loro di adottare un approccio negoziale altamente qualificato, che superi i limiti della transazione, per svolgere negoziazioni capaci di creare valore aggiunto per i loro clienti.

Gli avvocati e i loro clienti dovrebbero perciò conoscere le tecniche di negoziazione professionale, per condurre una trattativa con esito positivo e soddisfacente.

Gli atti della Negoziazione assistita.

Gli avvocati devono preparare 2 contratti diversi, quando gestiscono una negoziazione assistita:

  1. La convenzione di negoziazione assistita, con cui le parti e gli avvocati si impegnano a collaborare amichevolmente per risolvere la lite entro una certa data e secondo certe regole di comportamento, scelte dalle parti e dai loro avvocati.
  2. L'accordo di conciliazione, che risolve la lite secondo le clausole contrattuali negoziate dalle parti insieme ai loro avvocati.

La norma (D.L. 132/2014) lascia alcuni dubbi su questi 2 contratti. Dubbi che riguardano soprattutto il regime fiscale: le parti devono registrare i contratti versando imposta di bollo e di registro?

La Mediazione civile, invece, ha uno svolgimento più chiaro, anche dal punto di vista fiscale, perché segue una procedura univoca, ma informale, e perché l'accordo di conciliazione stipulato in mediazione è esente dall'imposta di bollo e da quella di registro, come stabilito dall'art. 17 del D.Lgs. 28/2010.

schema della mediazione

Lo svolgimento della Mediazione civile rispetto alla Negoziazione assistita.

Le parti, durante una mediazione, si confrontano faccia a faccia per affrontare anche argomenti dolorosi o tabù perché il mediatore le aiuta a dialogare in modo costruttivo, per trasformare la loro rabbia e le loro questioni di principio in soluzioni che risolvano il conflitto facendo leva sugli interessi più profondi.

Un terzo imparziale — il mediatore — ha un punto di vista privilegiato sul conflitto perché interpreta la relazione senza pregiudizi e rimane aperto a qualsiasi possibilità e a qualsiasi iniziativa.

Gli avvocati coinvolti in una negoaziazione assistita hanno la stessa facoltà di negoziare gli interessi e accogliere le emozioni delle parti, ma possono riuscirci solo se hanno una formazione specifica, in mancanza della quale rischiano di ridurre le trattative a un "tira e molla" lungo e improduttivo di risultati.

Efficacia della Negoziazione assistita rispetto alla mediazione.

La Negoziazione assistita è una transazione con efficacia esecutiva.

Il D.L. 132/2014 (art. 5) conferisce efficacia esecutiva all'accordo transattivo stipulato con una negoziazione assistita, in materia di diritti disponibili (tranne che in materia di lavoro).

Anche un accordo conciliativo stipulato con una mediazione stragiudiziale ha efficacia esecutiva. Le parti, perciò, possono scegliere lo strumento che ritengono più adatto alle loro esigenze.

Vi aiutiamo a predisporre gli atti e a negoziare.

Quanto costa una Negoziazione assistita?

Il compenso per l'avvocato che svolge una Negoziazione assistita dipende dai parametri dei compensi medi per gli avvocati stabiliti dal Ministero della Giustizia.

Il compenso per un organismo di mediazione e per il mediatore dipendono invece dalle tariffe proporzionali al valore della lite indicate dal Ministero della Giustizia.

Una Negoziazione assistita per transigere una lite in cui, per esempio, un inquilino pretenda un risarcimento di 65.000,00 € dal locatore può costare intorno ai 6.500,00. Il compenso per l'avvocato è indicativo perché i parametri professionali indicano valori medi, quindi variabili.

Conciliare la stessa lite con una Mediazione civile costa invece 1.167,10 €. La Mediazione civile ha un costo certo perché le tabelle ministeriali indicano valori precisi. Sommando a questo importo il compenso orientativo per l'avvocato si dovrebbe raggiungere un costo complessivo di 5.490,00 €.

La Mediazione civile, inoltre, riconosce alle parti il diritto a un credito d'imposta fino a 500,00 €, cioè "uno sconto" sulle tasse che le parti pagano ogni anno dopo aver compilato la dichiarazione dei redditi, indipendentemente dall'esito della mediazione. L'accordo di conciliazione stipulato in Mediazione civile, inoltre, è esente dall'imposta di bollo e dall'imposta di registro fino a un valore (dell'accordo) di 50.000,00 €. Chi concilia una lite con la Mediazione stragiudiziale civile risparmia perciò anche sul profilo fiscale.

L'Agenzia delle Entrate, con Ris. 65/E, ha chiarito che anche gli accordi stipulati dai coniugi in Negoziazione assistita per lo scioglimento del matrimonio sono esenti dall'imbosta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.

Il Credito d'Imposta nella Negoziazione Assistita

Il D.M. 23.12.2015 riconosce un credito d'imposta di massimo € 250,00 (la metà di quello riconosciuto per la mediazione civile) a chi concluda con successo una procedura di negoziazione assistita.

La parte interessata deve compilare un modulo per chiedere il riconoscimento del credito tramite il sito del Ministero della Giustizia, allegando:

  1. Copia dell'accordo di negoziazione assistita.
  2. Prova della trasmissione dell'accordo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.
  3. Copia della fattura rilasciata dall'avvocato.
  4. Attestazione del pagamento (quietanza, bonifico, fotocopia dell'assegno, ecc.).
  5. Documento d'identità.

La condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria

Il D.L. 132/2014 (art. 3) impone di tentare la Negoziazione assistita prima di incardinare un giudizio in materia di:

sentenze e ordinanze

Il D.Lgs. 28/2010 (art. 5, c. 1 bis) impone di tentare la c.d. Mediazione obbligatoria prima di incardinare un giudizio in materia di:

La legge, in tutti questi casi, impone di tentare una strada amichevole (Negoziazione assistita o Mediazione stragiudiziale) perché le liti suscitano emozioni negative, che impediscono alle persone di ragionare lucidamente e, quindi, di scegliere soluzioni migliori di quelle imposte da un giudice.

Un mediatore civile o un avvocato negoziatore, invece, aiutano le persone a liberarsi di rabbia e paura, oltreché a fissare obiettivi concreti, per negoziare col buonsenso le soluzioni più coerenti con i propri interessi.

La condizione di procedibilità della mediazione obbligatoria (D.Lgs. 28/2010) e della negoziazione assistita (D.L. 132/2014) permette alle parti di evitare una causa in tribunale. Cittadini e imprese apprezzano perciò i professionisti che lavorano usando bene le tecniche di negoziazione e comunicazione efficace.

La Negoziazione assistita per la separazione e il divorzio

la Mediazione familiare

Il D.L. 132/2014 (art. 6) permette ai coniugi che vogliano separarsi, sciogliere il matrimonio e divorziare, di regolare i loro rapporti futuri tramite un accordo stipulato in Negoziazione assistita.

Gli ex coniugi già separati possono usare la Negoziazione assistita anche per modificare i termini della separazione e del divorzio già contratti in passato, sempre con efficacia vincolante.

Gli avvocati delle parti devono trasmettere copia autentica dell'accordo all'ufficiale dello stato civile entro 10 giorni dalla stipula.

L'interesse dei figli.

In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, l'accordo è trasmesso al procuratore della Repubblica che, quando non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta. In presenza di figli che vertano in una delle condizioni elencate, l'accordo deve essere trasmesso entro 10 giorni al procuratore della Repubblica che, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza.

Regime fiscale della Negoziazione assistita per i coniugi.

Gli atti di Negoziazione assistita finalizzati a sciogliere il matrimonio dovrebbero essere esenti "dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa", ai sensi della sentenza della Corte di Cassazione n. 11458/2005, secondo cui l'esenzione si estende "a tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale dei coniugi" (cfr. anche sent. Cort. Cost. n. 202/2003). Il D.L. 132/2014, però non esenta espressamente la procedura di negoziazione assistita in tal senso: resterebbe quindi il dubbio interpretativo in merito al regime fiscale della separazione.

L'Agenzia delle Entrate, però, ha risolto il dubbio sull'esenzione fiscale con la Risoluzione 65/E, che conferma l'esenzione da imposta di bollo, di registro e da altre tasse per gli accordi conclusi dai coniugi in sede di Negoziazione assistita finalizzati allo scioglimento del matrimonio.

La Mediazione familiare.

La Mediazione familiare consente ai coniugi di esplorare le necessità reciproche e gli interessi, per organizzare un accordo pienamente soddisfacente sul profilo emotivo ed economico. La vita sentimentale di una coppia influisce infatti moltissimo sulle decisioni e sulle condizioni della sperazione.

La Mediazione familiare trova posto anche nella Negoziazione assistita perché consente ai coniugi di guardarsi negli occhi per chiarire i loro conflitti emotivi e consente agli avvocati di concentrare la loro attenzione sul contenuto giuridico ed economico della separazione e del divorzio.

Un professionista che assista le parti in questa negoziazione deve quindi saper gestire gli aspetti relazionali, oltreché giuridici, economici e fiscali della separazione.

Servizi di Negoziazione assistita forniti da IforMediate

IforMediate (Roma, Via Tuscolana 44, tel. 06 6485 0030) offre due tipi di servizi a chi desideri svolgere le negoziazioni con accuratezza ed efficacia, distinti come segue e che le parti possono adattare liberamente alle proprie esigenze.

  1. Supporto negoziale di un negoziatore privato per:

    • Aiutare gli avvocati e le parti a contrattare usando tecniche di comunicazione efficace.
    • Gestire i momenti di crisi, contenendo e dissipando le emozioni negative, per centrare l'attenzione sugli interessi, sostenendo le parti anche nel confronto relazionale (come in materia familiare).
    • Contribuire a ideare soluzioni creative o a trasformare le pretese rigide in proposte accettabili.
    • Mettere a disposizione uno spazio neutrale e sicuro in cui svolgere le riunioni.
    • Coordinare lo scambio di documenti e programmare le riunioni.
  2. Supporto documentale di un avvocato esperto per:

    • Aiutare i colleghi a redigere atti efficaci sul profilo formale e sostanziale (come la convenzione di negoziazione assistita o i titoli a garanzia dell'esecuzione).
    • Programmare e verificare il disbrigo delle pratiche amministrative entro i termini di legge (come la trasmissione dell'accordo al Procuratore della Repubblica).
    • Avere un confronto con i colleghi per fornire un parere giuridico imparziale.
    • Mettere a disposizione uno spazio neutrale e sicuro in cui svolgere le riunioni.
    • Coordinare lo scambio di documenti e programmare le riunioni.
Costo dei servizi di Negoziazione assistita offerti da IforMediate
che le parti sopportano in solido (IVA inclusa)
Valore della pratica Ogni sessione di supporto negoziale Supporto documentale
Entro € 50.000,00 € 55,00 € 198,60
Oltre € 50.000,00 € 55,00 € 249,80
Oltre € 250.000,00 € 55,00 € 321,30
Oltre € 500.000,00 € 55,00 € 432,60

Possiamo inoltre suggerire un avvocato esperto che assista le persone o le imprese invitate da qualcuno a svolgere una Negoziazione assistita, ove non avessero già un difensore. Il professionista instaurerà allora un rapporto indipendente col cliente, se il cliente lo vorrà. Saremo felici allora per avervi presentato un avvocato competente.

Telefona allo 06 6485 0030

Scopri cosa possono fare un mediatore familiare, un negoziatore privato o un avvocato negoziatore.